ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 23 agosto 2017

Quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita

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Crisi della Chiesa: La Pastorale della VIA LARGA di Papa Francesco

Crisi della Chiesa : La pastorale della VIA  LARGA  di Papa Francesco

Sommario:  1. Il carattere gratuito del vero amore.  1.1  L’azione malvagia scaturisce dalla nostra infelicità esistenziale?  1.2 La buona e la cattiva tristezza.   2.  L’Amore di Dio per noi, “anticipante” e “incondizionato”.  2.1  Citazioni scritturali fuor di contesto da parte del Papa.  3. Siamo tutti accolti nella “relazione di amore” della S.ma Trinità, e  “per grazia”, senza le opere!  4. Anche nell’evocare l’episodio della Samaritana, Papa Francesco tace sulla necessità della conversione per entrare nella vita eterna.  5. Dall’amore incondizionato di Dio Padre, “che ci ama come noi siamo”, soffia un “vento di liberazione”, che non distingue tra Eletti e Reprobi.


Papa Francesco, durante una delle sue recenti udienze, cui ha partecipato via maxischermo  anche un folto gruppo di malati, ha rivolto un indirizzo sul tema : “L’amore di Dio, anticipante e incondizionato”.  Il testo l’ho trovato sul quotidiano in rete La Nuova Bussola Quotidiana del 14 giugno corrente.
Un tema, questo, continuamente ribattuto nell’omiletica dell’attuale Gerarchia.  Tema certamente essenziale, anche se l’Amore non è ovviamente l’unico modo nel quale Dio si rivolge all’uomo.  Sappiamo, infatti, dalla Rivelazione, che esiste anche “la giustizia di Dio”. Essa esprime, nella forma di un Giudizio infallibile, non solo la Bontà di Dio che premia in eterno i Giusti ma anche l’Ira di Dio nei confronti dell’impenitente, che persevera e si indurisce nel peccato sino alla fine dei suoi giorni. Ma della Divina Giustiziae del Giudizio non si parla più, oggi, così come non si nomina mai, da tempo immemorabile, la verità di fede del peccato originale.

Ius vaticanum




PEZZO GROSSO E IL DOCUMENTO SUI MIGRANTI. NOTA DIVISIONI AI VERTICI DELLA CHIESA. E TEME UN BACKLASH A LIVELLO EUROPEO…


Il documento del Papa sulla Giornata dei Migranti 2018 ha colpito molto Pezzo Grosso, ma non solo. Era in Francia per lavoro, ne ha discusso, come vedrete, con altri Pezzi Grossi come lui e insieme hanno stilato qualche riflessione…
“Caro Tosatti, quando ho letto il suo Stilum Curiae sul messaggio del Papa per la giornata del migrante ero in Francia ed ho commentato il documento con amici francesi sia cattolici che “laicissimi”. Le riporto sintetiche considerazioni sperando possano esser utili alla nostra povera chiesa cattolica, magari venendo portate da qualche suo pio lettore all’attenzione di qualche membro della Gerarchia che ancora prega, si genuflette davanti al Santissimo, si confessa e, soprattutto, riflette. Vediamo.

Lo corrigerete?

AL, correzione o no? Canonisti al lavoro
Torna di attualità il tema della cosiddetta “correzione formale” del Papa a seguito dell'intepretazione ambigua del capitolo VIII di Amoris Laetitia. Burke ribadisce la necessità di affermazioni positive su ciò che la Chiesa ha sempre insegnato mentre l'altro estensore dei dubia, Brandmuller, parla di una professio fidei. Nel frattempo i canonisti dibattono sulla liceità di un provvedimento del genere.
In questa torrida estate torna di attualità il tema della cosiddetta “correzione formale” del Papa, una eventualità richiamata dal cardinale statunitense Raymond Leo Burke fin dal novembre 2016, poco tempo dopo la pubblicazione dei cinque dubia sottoposti a Francesco per l'ambigua interpretazione di alcuni passaggi dell'esortazione Amoris laetitia.

martedì 22 agosto 2017

Non nest dignus

NON NE HA IL DIRITTO                               

Francesco non è papa non è degno di esserlo non lo si può riconoscere come tale e non sono più possibili compromessi. I primi a doversi interrogare sono i vescovi. Fino a quando lasceranno le anime esposte a un male così grave? 
di Francesco Lamendola  
  
Il papa Francesco sta cambiando la Chiesa; in gran parte l’ha già cambiata, e procede, ogni giorno più convinto, sulla medesima strada: del resto, l’aveva detto fin dall’inizio, e aveva anche aggiunto di volerlo fare in modo tale che non si possa più tornare indietro. È il primo papa nella storia della Chiesa che pensi, dica e faccia una cosa simile: nessuno, prima di lui, aveva mai osato anche soltanto concepire un’idea del genere. Ma lui ostenta la massima sicurezza nel suo buon diritto; dice che sta “solo” sviluppando e approfondendo le “indicazioni”, le “linee” del Concilio Vaticano II: ma sa benissimo che “indicazioni” non vuol dire nulla, e “linee”, meno ancora. È aria fritta, semplicemente; peggio: sono le parole-trappola di cui si servono i modernisti, da mezzo secolo in qua, per contrabbandare nella Chiesa le loro eretiche novità. 

«È finito il tempo delle carnevalate!»?

Osservatore o pastore?



Nel mio post successivo all’elezione del Card. Jorge Mario Bergoglio al supremo pontificato (17 marzo 2013) riferivo un paio di frasi — amplificate dai media — che sarebbero state da lui pronunciate poco dopo l’elezione. La prima sarebbe stata la risposta data, la sera stessa del 13 marzo, a Mons. Guido Marini che gli stava porgendo la mozzetta: «Questa se la metta lei! È finito il tempo delle carnevalate!». La seconda sarebbe stata pronunciata l’indomani, durante la visita alla basilica di Santa Maria Maggiore; visto l’Arciprete, il Card. Bernard Law, Papa Francesco avrebbe detto: «Allontanatelo dalla basilica!». Lí per lí, fui portato a non dare credito a certi “spifferi” e, in ogni caso, a non dar loro eccessiva importanza.


Fino a quando Dio lo permetterà?

Mattane agostane ovvero come si prova a distruggere la Chiesa

Si dice che questo agosto 2017 sia uno dei più caldi degli ultimi 50 anni, è possibile… o forse no, certo è che in questo scorcio di anno se ne vedono delle belle: tutte coerenti col caldo che dà alla testa e con l'annebbiamento della vista che spesso provoca.

La prima mattana è di diritto di papa Bergoglio, se non altro per rispetto del posto che “occupa”.



Il 4 agosto 2017, Papa Francesco, nel corso dell’udienza generale nell’Aula Paolo VI, ha abbracciato pubblicamente il conduttore televisivo argentino Alejandro Wiebe, noto come Marley. Questi lavora a Telefe e in Argentina è un conduttore molto noto.

Marley è in procinto di diventare un padre in vitro. Ha usato il suo sperma per fecondare gli ovuli di una donna siberiana nel ventre di una afro-americana. Si prevede che il bambino nascerà a novembre in una clinica a Chicago. La notizia è stata data dalla Growing Generations di Los Angeles, un’agenzia di fertilizzazione in vitro.

Marley ha comunicato questa notizia a Francesco, che non ha ritenuto che fosse una ragione per negare un caldo abbraccio al conduttore televisivo.

venerdì 18 agosto 2017

Un delitto che grida vendetta davanti a Dio


TRADITI MA POSSIAMO PREGARE        

Ingannati, traditi, venduti ma possiamo pregare. Le folle applaudono i distruttori, i fedeli ascoltano la voce dei falsi pastori: tutto sembra perduto eppure quando le cose sono prive di soluzione nulla è perduto con la fede
di Francesco Lamendola  

  
Ogni volta che torno da Feltre – questa città-gioiello che supera in bellezza e in eleganza le città da fiaba dei film di Walt Disney, circondata da una cerchia di monti boscosi e rocciosi semplicemente superba, di una grandiosità da mozzare il fiato – non posso fare a meno di compiere una brevissima deviazione e passare a dare un saluto a Sant’Agata, la martire catanese, nella sua chiesetta al centro del vecchio borgo, ora rimasto quasi spopolato.
È un piccolo tempio neoclassico, con il timpano e le quattro semicolonne che conferiscono una nobile semplicità alla facciata; il portone è quasi sempre socchiuso, caso strano di questi tempi, e così si passa nella fresca penombra dell’interno, sotto il tetto di legno, nel silenzio raccolto e pieno di atmosfera. I “liberatori” angloamericani, nel 1944, picchiarono giù duro, da queste parti, con le loro fortezze volanti, e anche la chiesetta di Sant’Agata ebbe la sua buona razione: ne fanno fede le fotografie dell’epoca, esposte sul muro della controfacciata, che mostrano come essa fosse stata  semidistrutta. Ma la buona volontà della gente, a guerra finita, ebbe la meglio su ogni timidezza o rassegnazione, e il piccolo edificio sacro venne ricostruito, riconsacrato, e restituito alle preghiere dei fedeli. 

E spaziosa è la via che mena alla perdizione

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Crisi della Chiesa: La Pastorale della VIA LARGA di Papa Francesco

Crisi della Chiesa : La pastorale della VIA  LARGA  di Papa Francesco

Sommario:  1. Il carattere gratuito del vero amore.  1.1  L’azione malvagia scaturisce dalla nostra infelicità esistenziale?  1.2 La buona e la cattiva tristezza.   2.  L’Amore di Dio per noi, “anticipante” e “incondizionato”.  2.1  Citazioni scritturali fuor di contesto da parte del Papa.  3. Siamo tutti accolti nella “relazione di amore” della S.ma Trinità, e  “per grazia”, senza le opere!  4. Anche nell’evocare l’episodio della Samaritana, Papa Francesco tace sulla necessità della conversione per entrare nella vita eterna.  5. Dall’amore incondizionato di Dio Padre, “che ci ama come noi siamo”, soffia un “vento di liberazione”, che non distingue tra Eletti e Reprobi.


Papa Francesco, durante una delle sue recenti udienze, cui ha partecipato via maxischermo  anche un folto gruppo di malati, ha rivolto un indirizzo sul tema : “L’amore di Dio, anticipante e incondizionato”.  Il testo l’ho trovato sul quotidiano in rete La Nuova Bussola Quotidiana del 14 giugno corrente.
Un tema, questo, continuamente ribattuto nell’omiletica dell’attuale Gerarchia.  Tema certamente essenziale, anche se l’Amore non è ovviamente l’unico modo nel quale Dio si rivolge all’uomo.  Sappiamo, infatti, dalla Rivelazione, che esiste anche “la giustizia di Dio”. Essa esprime, nella forma di un Giudizio infallibile, non solo la Bontà di Dio che premia in eterno i Giusti ma anche l’Ira di Dio nei confronti dell’impenitente, che persevera e si indurisce nel peccato sino alla fine dei suoi giorni. Ma della Divina Giustiziae del Giudizio non si parla più, oggi, così come non si nomina mai, da tempo immemorabile, la verità di fede del peccato originale.
Il nostro Dio, Uno e Trino, è solo e unilateralmente amore, dunque? Al punto daaccettarci così come siamo, senza pretendere nulla da noi?  Questa è almeno l’impressione che si ricava dal ragionamento del Papa, visto che egli  lo conclude  con queste parole:  “E la speranza è quella di Dio Padre che ci ama come noi siamo, ci ama sempre e tutti”.  La “speranza” è quella della ‘’ liberazione”.  Questo il termine usato dal Papa, al posto di “salvezza”, senza ulteriormente specificare.  Speranza che nasce dal fatto che Dio “ci ama come noi siamo”, evidentemente accettandoci così come siamo. Concetto, questo, che non mi sembra affatto in armonia con i Testi né con la Tradizione e l insegnamento della Chiesa.   
Ma procediamo con ordine.