ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 22 ottobre 2017

Dismissio ad gentes

Dialogo interreligioso e ideologia del dialogo


Credere “in un solo Dio” non equivale a credere “nello stesso Dio”; bisogna dunque controbattere quella tendenza, sempre più diffusa e radicata, che vuol dare ad intendere che ogni religione sia per se stessa una via valida di salvezza.

Spesso a seguito di eventi interreligiosi – soprattutto se hanno come sfondo gesti rituali di preghiera – sorgono spontanee delle domande, se non delle inquietanti perplessità. Eccone alcune che credo facciano un po’ da sfondo a tante altre.
La fede ma soprattutto la preghiera fatta da chi appartiene ad altre religioni, soprattutto se “monoteiste”, hanno tutte un valore salvifico? Credere in un solo Dio può costituire un fondamento comune di unità fra tutte le religioni? Infine, che senso ha la missione (missio ad gentes) se in fondo tutte le religioni hanno un valore salvifico?
Premesso che le opinioni personali, anche se teologiche, hanno tutte un valore relativo e non possono e non devono sostituirsi alla Dottrina e al Magistero autorevole della Chiesa, mi atterrò, anche se in forma sintetica a quanto insegnato da quest’ultimo.

L’irrequietezza non è del santo?


PADRE PIO A FORT KNOX       


Il Santo e l'architetto: Padre Pio da morto viaggia assai. Un francescano medievale non può finire nella riserva aurea di Fort Knox, andatelo a cercare nelle campagne dell’entroterronia, nei silenzi assolati del sud tra i poveri 
di Marcello Veneziani  

 

 Padre Pio ha una vita molto più movimentata da morto che da vivo. Non bastava la traslazione dalla vecchia alla nuova chiesa di Renzo Piano in San Giovanni Rotondo, l’antica tensione con Pietrelcina che ne reclamava il soggiorno e almeno una reliquia, poi la traslazione a Roma per rianimare il giubileo speciale inventato da Papa Bergoglio; ora la salma del Santo torna, a furor di popolo, nella vecchia chiesa in cui fu sepolto tanti anni fa; ma solo per pochi mesi, per poi rientrare nella cripta attuale.

Si trattava del futuro della Chiesa.

A. SOCCI: ritornare alla sconvolgente visione di papa Leone XIII per capire quello che sta succedendo oggi nella Chiesa



Leone XIII fu Papa dal 1878 al 1903 (…). Parliamo di un grande Papa, che è stato un ottimo Pontece, dotato di saggezza, senso della realtà, consapevolezza del momento storico, prudenza e coraggio.

Ebbene il fatto misterioso di cui parliamo gli accadde il 13 ottobre 1884.Quel giorno, assistendo a una seconda messa di ringraziamento «a un tratto lo si vide drizzare energicamente il capo, poi fissare qualche cosa al di sopra del capo del celebrante. guardava fisso, senza batter palpebra, ma con un senso di terrore e di meraviglia, cambiando colore e lineamenti».

Guai a chi li tocca..

Giovanni Paolo I: le profezie di Fatima e il decesso


105 anni fa nasceva Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I. Diventa papa il 26 agosto 1978 e muore 33 giorni dopo. Molto si è discusso intorno a questo decesso, così rapido.
Ucciso?
Morto a causa del suo mal di cuore, aumentato dalle innumerevoli difficoltà nei primi giorni del pontificato?

Certo che lo sanno...!

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PEZZO GROSSO: MA GALANTINO E CIVILTÀ CATTOLICA SANNO CHE COSA DICEVA LUTERO SU PAPA E MESSA? (E GLI EBREI…)



 Vi garantisco che stavo raccogliendo forze voglia e materiale per scrivere un commento sull’esaltazione di Martin Lutero da parte del Segretario della CEI, mons. Galantino, e dell’articolo che è apparso sulla Civiltà Cattolica sempre a proposito del già monaco agostiniano quando aprendo la posta ho trovato un articolo incandescente di Pezzo Grosso. Lo stupore per certe dichiarazioni ormai lo abbiamo superato da un pezzo, ma una certa curiosità da entomologi verso questo strano mondo clericale è rimasta. Insomma, l’unico appunto che posso muovere alle considerazioni di Pezzo Grosso è che non ha fatto cenno alla posizione di Martin Lutero verso gli ebrei, certo anch’essa ispirata dallo spirito santo. Dopo Pezzo Grosso metto un paio di citazioni, tanto per dare un’idea.

La "devolution" liturgica


Liturgia: "Correctio paternalis" del Papa al cardinale Sarah

Papa Francesco smentisce l'interpretazione del cardinale Sarah sul Motu Proprio riguardo le traduzioni nella liturgia e chiede che la Nuova Bussola Quotidiana pubblichi la sua lettera. Una situazione senza precedenti che pone la NBQ al centro di un dibattito centrale per la vita della Chiesa. Il Papa esplicita il suo progetto di "devolution" liturgica, con sempre più ampi poteri affidati alle Conferenze episcopali.


L’interpretazione del cardinale Robert Sarah del Motu Proprio “Magnum Principium” non è corretta; lo spirito del documento pontificio è proprio quello di concedere per le traduzioni liturgiche quell’ampia autonomia e fiducia alle Conferenze episcopali che il cardinale Sarah vorrebbe limitare. A dirlo è proprio papa Francesco con una lettera autografa al prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti – il cardinale Sarah appunto - che qui pubblichiamo integrale su richiesta esplicita dello stesso Pontefice. Era stata infatti proprio la Nuova Bussola Quotidiana a pubblicare il 12 ottobre la nota del cardinale Sarah che, tenendo conto di alcune reazioni già manifestatesi, proponeva una corretta interpretazione del Motu Proprio (clicca qui).

sabato 21 ottobre 2017

Mi dispiace per gli altri, ma Dio è cattolico


IL BERGOGLISMO "ERETICO"               


Non è più cattolicesimo, ma bergoglismo. Non possono esserci due o più Verità assolute, soprattutto in campo religioso: il relativismo e l'indifferentismo religioso sono logicamente impossibili. Le eresie gesuitiche di Abascal 
di Francesco Lamendola   


 

 In un recentissimo e ben documentato articolo, Sandro Magister ha evidenziato in quale maniera il papa Francesco sta letteralmente adulterando il cattolicesimo, stravolgendo e falsificando la dottrina. Si tratta di un metodo estremamente semplice, per non dire rozzo: eliminare quello che della dottrina non gli va, e parlare solo di quella parte che incontra la sua approvazione. Non per nulla ha detto, più volte, che la dottrina è una cosa buona solo se unisce, mentre diventa una cosa deprecabile se divide; stranissimo concetto, che diventa invece chiaro e perfino lapalissiano tenendo conto della sua strategia complessiva: trasformare il cattolicesimo in bergoglianesimo. È persino superfluo dire che l'Abc dell'onestà intellettuale, sempre e dovunque, consiste nello sforzo sincero di comprendere quel che ci vien detto, o quel che stiamo leggendo; poi, nel farne una sintesi; infine, nel discuterlo e ed, eventualmente, nell'esporlo ad altri, senza alterarlo, ma conservando la sua unità intrinseca, la sua coerenza logica, la sua coesione concettuale.

Una bestemmia contro lo Spirito Santo

Caro mons. Galantino, tra noi Cattolici e Luterani è proprio la FEDE che ci divide!


I Cattolici sono Cooperatoris Veritatis non discepoli di Lutero
Vogliamo ritornare sull’argomento già affrontato da altre tastiere più forti della nostra come quella della Bussola Quotidiana, vedi qui, altri hanno ricordato il florilegio pervertito di Lutero contro il Papato e la Chiesa tutta, vedi qui; il domenicano Padre Coggi ha scritto un libro interessante per capire come Lutero ha sbagliato, vedi qui; e ancora parlammo qui del chiarimento che Lutero non fu riformatore ma rivoluzionario…. consigliamo anche questo articolo:

I Santi tridentini? Erano ispirati dal demonio …. La svolta luterana del sedicente “episcopato” italiano e della Chiesa ex cattolica

ed infine anche il domenicano Padre Riccardo Barile, vedi qui, disse chiaramente: “Ferma restando la necessità del dialogo ecumenico, è però importante rendersi conto che non è vero che tra cattolici e luterani ci unisce la fede e ci dividono solo delle interpretazioni teologiche. È vero invece che sui sacramenti, l’Eucarestia, l’approccio alle Scritture, il ministero sacerdotale, la Messa come sacrificio, la Madonna è proprio la fede che ci divide…”